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Arte e scienza sul filo della rete in fibra ottica

Arte e scienza sul filo della rete in fibra ottica

Quattro luoghi in un unico palcoscenico per celebrare il collegamento alla rete GARR del Colosseo e di altre importanti sedi archeologiche e museali

Archeologia e fibra ottica; teatro e networking; interazioni ad altissima definizione tra attori e musicisti in tempo reale da luoghi distanti; passato, presente e futuro in dialogo fra loro. È così che l’evento di inaugurazione del collegamento in fibra ottica alla rete GARR delle sedi della Soprintendenza per l’Area Archeologica di Roma si è trasformato in un’occasione unica. Grazie allo spettacolo “La Nave Argo”, firmato dal regista Giorgio Barberio Corsetti, che ha fatto vivere suggestioni molto particolari all’interno dell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano.

“Un salto nel futuro”, così lo descrive il Soprintendente Francesco Prosperetti. “Pensare che in un luogo così suggestivo fossero presenti, seppur virtualmente, tanti altri performer che recitavano o suonavano da altri luoghi è stata una grande emozione che ci fa capire come la rete non sia solo uno strumento al servizio della ricerca ma anche il necessario supporto per sviluppare la creatività”.
L’evento dello scorso ottobre è stato un’occasione di incontro per la comunità dei beni culturali, ma anche per scoprire come le potenzialità dei collegamenti ultraveloci vivono attraverso lo sguardo e la creatività di un artista di fama internazionale. “Era da tempo che desideravo confrontarmi con la rete e utilizzarla per lavorare in diretta” ci ha raccontato Giorgio Barberio Corsetti. “Mi incuriosiva vedere quali possibilità ci fossero di utilizzare in chiave poetica la contemporaneità della presenza o assenza legata a luoghi diversi e cosa ne sarebbe derivato in termini di percezione del tempo e dello spazio”. Uno spazio che, come la rete, è diventato senza confini e quattro luoghi distanti (Terme di Diocleziano, Colosseo, Crypta Balbi e Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN) che si sono uniti come un unico palcoscenico. “Lo spettacolo teatrale vive delle sue componenti che sono una durata temporale e uno spazio. Noi spiega Corsetti abbiamo messo in discussione entrambe le cose”.

Il connubio tra luoghi archeologici e di ricerca sperimentale ha messo in evidenza il valore aggiunto di una rete multidisciplinare come quella GARR che prima di ogni altra cosa è una comunità di persone. Il direttore del GARR Federico Ruggieri racconta di una esperienza impegnativa, ma che, proprio per questo, ha dato grande soddisfazione: “come spesso avviene, quando tutto funziona il pubblico non percepisce il grande lavoro tecnico che c’è dietro, ma questo è il valore di una rete che è appunto trasparente per i suoi utenti”.
Per realizzare quella che al GARR è stata definita una performance distractive (distributed and interactive) e per far fronte all’originalità del progetto è stata effettuata un’attenta progettazione che ha coinvolto il setup dei

La tecnologia ha potenziato ciò che si stava facendo e il pubblico ha percepito qualcosa di nuovo e mai visto

collegamenti di rete, il tuning dello streaming e l’allestimento di due postazioni che hanno utilizzato il software LoLa (Low Latency) ideato da GARR in collaborazione con il Conservatorio Tartini di Trieste. La performance ha richiesto un flusso video in alta definizione con un ritardo minimo e per questo è stato necessario circa un mese di lavoro e la collaborazione degli esperti in multimedia della comunità GARR Netcast. La magia è scattata proprio quando ogni tassello ha trovato il proprio posto, come confessa Corsetti di fronte alla sfida di cimentarsi con una vera e propria ricerca artistica: “Siamo partiti da pezzi staccati che cercavamo di tenere incollati con la tecnologia e che improvvisamente si sono fusi in un unico flusso. La liquidità che si è creata è quella propria di Internet, dove non a caso si usa il termine navigare. Gli spettacoli tecnologici sono rischiosi perché è sempre presente l’insidia di non riuscire ad avere il pieno controllo degli strumenti. Allo stesso tempo, però, quando tutto si è messo in moto, la tecnologia ha improvvisamente potenziato tutto ciò che si stava facendo. È come se al posto dei pattini si fosse iniziato a cavalcare un cavallo di razza. Credo che il pubblico abbia potuto percepire che ci fosse qualcosa di nuovo e mai visto”.

La collaborazione tra GARR e Soprintendenza ha radici profonde, nasce da lontano e guarda con grande entusiasmo alle s de future che l’innovazione tecnologica può suggerire. Nelle parole di Prosperetti c’è grande concretezza: “la nostra è veramente una Soprintendenza Speciale: abbiamo tante sedi operative ed ognuna contiene un pezzo della nostra organizzazione. Condividere dati e applicazioni è un’esigenza quotidiana: penso al nostro sistema cartografico GIS, ma anche alle immagini ad alta risoluzione della fototeca che sono di frequente utilizzo da parte dei ricercatori e degli studiosi. Solo per fare un esempio, il Museo Nazionale Romano è distribuito su quattro sedi museali e averle tutte connesse a banda ultralarga favorirà senz’altro la condivisione delle immagini virtuali delle collezioni nelle altre sedi aprendo scenari e frontiere tutte da esplorare”.
Sono già in corso progetti tecnologicamente innovativi, fiore all’occhiello della Soprintendenza, come ad esempio il sistema SITAR, che dimostra l’efficacia della collaborazione con la rete GARR, sia in termini di connettività che di spazio di archiviazione e di gestione di identità digitali. È stato definito il catasto web dell’archeologia, un sistema avanzato che raccoglie una grande quantità di dati che definiscono una mappatura estesa della conoscenza archeologica della città. Si tratta di una piattaforma sviluppata in un’ottica open, con la convinzione che la condivisione delle informazioni sia di fondamentale apporto per la crescita collettiva.

La banda ultralarga non è solo uno strumento fisico ma un indicatore di civiltà per estendere la conoscenza

Su altri aspetti c’è invece ancora da lavorare. Ad esempio, a livello di collaborazione tra istituzioni diverse: “Siamo pronti dal punto di vista tecnologico ma non di mentalità” afferma il Soprintendente. “Negli Stati Uniti è una prassi consolidata che ricercatori universitari o comunità di studiosi accedano alle banche dati dei musei per utilizzare il patrimonio informativo e documentale non solo per la ricerca ma anche per la didattica. Sarà un impegno nel mio mandato quello di valorizzare seriamente l’enorme patrimonio di immagini (disegni, fotografie, rilievi) di cui disponiamo. Sono cose straordinarie, uniche al mondo, che sarebbe opportuno far conoscere stringendo collaborazioni con il settore dell’istruzione, sia dell’università che della scuola. Si parla di multimedialità quindi non possiamo prescindere dalla rete e che sia a banda ultralarga”.

Nelle parole di Prosperetti c’è un’attenzione alle infrastrutture digitali anche in chiave di valorizzazione del patrimonio per incentivare il turismo: “Noi dobbiamo fornire contenuti di alta qualità per favorire un turismo consapevole. È preferibile che un turista sappia già cosa andrà a vedere, che comprenda il valore dei nostri monumenti, in modo che arrivi non solo per stupirsi ma anche per conoscere ed approfondire. La banda ultralarga in questo senso non è solo uno strumento fisico ma un indicatore di civiltà nella misura in cui riusciamo a coinvolgere in rete quante più istituzioni culturali possibili per estendere la conoscenza”. Ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, dunque, sono parole chiave per il futuro dei beni culturali ma si guarda con interesse anche alle performing arts. Secondo Federico Ruggieri, “con le potenzialità della fibra ottica le uniche limitazioni sono quelle della fantasia. Oggi abbiamo aperto una strada e continueremo a dare il nostro supporto tecnologico a coloro che nella comunità delle arti performative volessero sviluppare questo tipo di tecniche per performance teatrali”.
Sempre guardando al futuro, Corsetti propone una riflessione sia dal punto di vista della produzione artistica, con un processo creativo che potrebbe addirittura spostarsi direttamente sulla rete trovando lì origine e nutrimento, che dal punto di vista della creazione di nuovi linguaggi: “la cultura tradizionale a volte resta appannaggio di una ristretta élite. Oggi stanno facendo irruzione altri mezzi di comunicazione, altri modi di intendere l’espressività che stanno scavando una frattura tra le generazioni. L’esperienza de “La nave Argo” pone una serie di interrogativi e apre nuove possibilità che hanno a che fare anche con l’estensione e l’apertura verso un nuovo pubblico”.

Innovating ColosseoCon l’evento Innovating Colosseo che si è tenuto il 13 ottobre, GARR e Soprintendenza hanno voluto celebrare la connessione a banda ultralarga di importanti sedi archeologiche e museali quali Colosseo, Foro Romano, Palatino e Museo Nazionale Romano nelle sue quattro articolazioni (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Crypta Balbi).

Per maggiori informazioni:
www.garr.it/innovating-colosseo