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Notte Europea dei Ricercatori

Notte Europea dei Ricercatori 2020: il Presidente GARR ha evidenziato l'importanza dell'Open Science

Anche se in un contesto insolito dovuto alla pandemia, anche quest’anno per una notte si è parlato di ricerca e delle straordinarie scoperte scientifiche dei ricercatori.

Il 27 novembre, in 84 città italiane, si è tenuta la Notte Europea dei Ricercatori, un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. L’obiettivo è di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica in un contesto informale e stimolante. A tal fine, nelle piazze virtuali si sono mostrati esperimenti, tenuti seminari divulgativi, spettacoli e concerti.

Della ricerca ne abbiamo davvero bisogno, commenta il Presidente del GARR, Prof. Sauro Longhi, basti pensare all’impegno dei ricercatori nella ricerca di vaccini per malattie terribili, oggi più che mai di attualità. La condivisione dei risultati attraverso pubblicazioni e convegni è il modo migliore per valorizzarla e renderla utile. Abbattere ogni barriera del sapere scientifico attraverso la diffusione della cultura dell’Open Science diventa quindi un obiettivo primario. In Europa l’Open Science si sta diffondendo rapidamente anche grazie all’azione politica della Commissione Europea e alla nascita della Eosc (EuropeanOpenScienceCloud).

Gli strumenti digitali stanno contribuendo a questa trasformazione nella ricerca. La possibilità di condividere in CLOUD dati e risultati permette una maggiore collaborazione tra ricercatori, soprattutto a livello internazionale. È assolutamente necessario che il nostro Paese sia in linea con i Paesi europei per quel che riguarda gli stanziamenti nel settore, occorre una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica, occorrono tante iniziative di incontro e divulgazione. L’Italia ha degli ottimi ricercatori ma stanziamenti decisamente inferiori alla media europea. Nel prossimo futuro è assolutamente necessario investire sui giovani e avviare politiche di sviluppo nelle università e negli enti di ricerca italiani.