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PNRR: parte il Centro Nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing

Sono partite ufficialmente le attività del Centro Nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing con un evento organizzato presso la sua futura sede al Tecnopolo di Bologna, che ha visto la partecipazione di oltre 400 delegati dei 52 partner e l’intervento del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

Istituito nell’ambito del PNRR e finanziato su fondi Next Generation EU per 319.938.979,26 euro, il Centro Nazionale realizzerà una infrastruttura digitale nazionale di ultimissima generazione dedicata alla elaborazione di big data e destinata al mondo della ricerca e dell’industria. Dalla space economy al clima, dalla fisica fondamentale alle smart city, dall’astrofisica all’ambiente, dall’ingegneria alle scienze molecolari, dalla medicina omica e in-silico al calcolo quantistico, sono tantissimi i settori strategici che beneficeranno di questa nuova infrastruttura abilitante.

“Sono onorata di essere testimone dei primi passi che rendono l’Italia il primo paese dotato di un’infrastruttura di calcolo estesa a livello nazionale di tipo cloud datalake, condivisa e aperta, che consenta una più veloce rete di trasmissione, condivisione e analisi di grandi moli di dati tra gli utenti pubblici e privati” – ha dichiarato il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. “Grazie a questo Centro – ha aggiunto il Ministro - l’Italia potrà beneficiare di strumenti migliori per comprendere la realtà e per agire con più efficienza e con nuovi strumenti, sia per il settore pubblico che per quello privato”.

Il progetto è organizzato in una struttura a raggiera con un hub centrale e diversi spoke (raggi), per coprire le varie aree tematiche. GARR è tra i partner dell’iniziativa ed è coinvolto nello spoke “Infrastruttura cloud di supercalcolo”, che ha il compito di gestire e coordinare l’infrastruttura dei sistemi HPC e big data a livello nazionale ed è trasversale a tutte le altre aree tematiche. Lo spoke si occuperà dell’evoluzione dei centri di calcolo, con attenzione particolare all’efficienza energetica, dell’incremento delle risorse HPC e big data, dell’integrazione e l’operazione di middleware open source, della gestione della cybersicurezza e del supporto degli utenti. In questo contesto, l’attività GARR sarà focalizzata sul potenziamento della rete ad altissima capacità GARR-T, che fornirà connettività dedicata per la ricerca e l’istruzione a multipli del Terabit per secondo, garantendo l’interconnessione a bassa latenza dei centri di calcolo tra loro e la loro accessibilità da parte di utenti e applicazioni.

 

“Far parte di questa iniziativa ci riempie di orgoglio. È una sfida per tutto il comparto della ricerca italiana, che dimostra ancora una volta una grande unità di intenti” ha dichiarato Claudia Battista, neodirettrice GARR. “Nei prossimi anni la crescita nella produzione di dati scientifici sarà esponenziale e avremo bisogno di infrastrutture digitali ad altissime prestazioni in grado di crescere e restare al passo con le esigenze dei ricercatori. La rete GARR-T, che sarà potenziata con il Centro Nazionale, è progettata proprio per questo: per essere veloce, flessibile e capillare per permettere di fare ricerca indipendentemente dalla posizione geografica.”

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