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AI e automazione cambieranno la rete

AI e automazione cambieranno la rete

L’attuale modello di rete è giunto ai suoi limiti di sviluppo, ma come cambierà? Le risposte sono da ricercare nel software e nell’automazione. Ce ne parla Massimo Carboni, coordinatore del dipartimento infrastruttura di GARR.

Già oggi si è fatta strada la necessità di un modello che abbia nella scalabilità uno dei suoi principali punti di forza per poter far fronte alle continue richieste di maggiore capacità di banda, all’aumento esponenziale dei dispositivi presenti in rete, alla grande quantità di dati da dover gestire e, infine, alla crescente mobilità degli utenti, non più circoscrivibili in confini predefiniti e con necessità di accedere ai servizi dovunque in modalità cloud. Siamo di fronte ad un aumento della complessità e la componente software, l’automazione e l’intelligenza artificiale saranno fondamentali per gestire i processi e garantire supporto decisionale, ampliando la nostra capacità di ottenere dati e informazioni sul funzionamento della rete e prevedere e programmarne le evoluzioni in tempo reale.

L’attuale modello di rete, giunto ormai ai limiti del suo sviluppo, si basa su un’architettura a più livelli, a ciascuno dei quali corrispondono elementi (fibre, apparati di amplificazione e di trasmissione, router IP, ecc.) rigidamente connessi in modo gerarchico: si tratta di un sistema quasi statico, che richiede configurazioni manuali, e presenta dei punti di demarcazione rigidi. Funziona ed è robusto, ma questa robustezza di rete si paga in termini di adattabilità del modello. Oggi invece osserviamo una tendenza diversa: da un’organizzazione verticale per strati si passa ad una “a mattoncini” dove un servizio non si compone più seguendo una sequenza logica strutturata tra le componenti, ma accedendo alle risorse in modo diretto. Si tratta di un modello disaggregato in cui possiamo rappresentare rete, apparati e funzioni di rete come risorse differenti che, combinate tra loro, vanno a produrre servizi diversi.

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