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GARR, Rete, Approfondimenti

Smart network

Smart network ai tempi dello smart working

Era lo scorso 16 marzo, le misure di isolamento a livello nazionale con #iorestoacasa era iniziato da qualche giorno quando tutto il personale di GARR iniziava a lavorare da casa.

Già una parte dei servizi era stata remotizzata e in meno di una settimana è stato possibile realizzare il passaggio in full smart working per tutti gli altri servizi che fino a quel momento presupponevano la presenza in sede.

Ma come è stato possibile garantire il funzionamento di un’infrastruttura di rete così complessa ed estesa a tutto il territorio nazionale come quella gestita da GARR, anche in questa fase di emergenza?
L’efficienza della rete viene controllata in tempo reale da un team che, grazie all’esperienza maturata negli anni e agli strumenti di monitoraggio a disposizione, è sempre pronto a prevenire e a giocare d’anticipo. Stiamo parlando del Network Operation Centre, conosciuto come GARR-NOC, da tutti considerato il cuore di GARR e che in poco tempo è riuscito a far fronte a questa situazione trovando un nuovo assetto vincente da remoto. Ne abbiamo parlato con Alessandro Inzerilli, responsabile del NOC e del gruppo Operations che si occupa della gestione e del funzionamento dell’infrastruttura di rete.

So che siete stati il primo NOC tra le reti della ricerca europee ad organizzare il lavoro da remoto in così poco tempo, come avete fatto?

“Posso dire sicuramente che siamo abituati a lavorare da remoto. In situazioni normali il personale del NOC lavora presso la Direzione GARR a Roma e da lì gestisce una rete con oltre 100 punti di presenza (PoP) e più di mille sedi collegate con la sola collaborazione degli amministratori di rete locali e il supporto dei nostri fornitori. Quello che abbiamo fatto in questi giorni è stato soprattutto riadattare procedure e strumenti di lavoro già in uso ad un nuovo contesto. Tra questi, oltre a GINS (GARR Integrated Networking Suite) e alle altre applicazioni per il monitoraggio e l’identificazione dei problemi sulla rete e ai software VPN per gestire da remoto la rete IP e trasmissiva, mi riferisco in particolare a tutti quegli strumenti che oggi agevolano il lavoro del team divenuto “virtuale”, quali i software per videoconferenza (OpenMeet e WebMeetings) per le riunioni di coordinamento, strumenti di chat, il cui uso si è di molto intensificato, Onlyoffice per la gestione condivisa di documenti e infine Jira per la gestione dei flussi di lavoro.

Per quanto riguarda l’uso di quest’ultimo strumento, adottato di recente, ho creato tre progetti che riguardano le problematiche di rete, l’operatività quotidiana e la gestione degli upgrade di rete: ogni progetto è poi strutturato in sotto-attività che vengono assegnate e svolte secondo un workflow predefinito. In questo modo si può tenere traccia facilmente dello stato delle attività, di chi le ha in carico, delle scadenze e degli aggiornamenti senza la necessità di ulteriori comunicazioni. Si tratta quindi di uno strumento per gestire attività e flussi di lavoro, particolarmente utile in un contesto di lavoro agile.
Infine la difficoltà maggiore incontrata nella ridefinizione degli strumenti del NOC in ottica lavoro agile è stata gestire la migrazione da centralino telefonico tradizionale ad una soluzione basata su VoIP (Voice Over IP) per la quale abbiamo utilizzato la piattaforma Asterisk. Il nuovo sistema, sviluppato con il supporto dei colleghi del gruppo sistemistico GARR, ci ha permesso di virtualizzare la funzione di centralino permettendo al personale NOC nelle proprie abitazioni di gestire le segnalazioni telefoniche degli utenti della rete.

Quali criticità state affrontando? L’operatività quotidiana è cambiata?

A volte l’accesso fisico ai siti degli utenti e ai PoP, prevalentemente ospitati dagli enti connessi a GARR, può risultare difficile, mentre è più agevole l’accesso ai nostri PoP in housing presso centrali di operatori di TLC.
Per quanto riguarda la nostra operatività, tendiamo a privilegiare la disponibilità e la stabilità della rete, garantendo lo stesso livello di servizio a tutta la comunità GARR. Ci atteniamo alle normative vigenti in questo periodo di emergenza evitando di mandare i nostri tecnici sul posto quando si verificano incidenti più piccoli che possono essere gestiti diversamente, stiamo rimandando installazioni di hardware e modifiche di rete non critiche, dando invece la priorità ad upgrade più urgenti.

Ci sono stati dei cambiamenti nelle richieste? In caso, da parte di quali utenti?

L’accesso remoto degli studenti allo streaming video delle lezioni e ai vari contenuti disponibili online ha generato un incremento del traffico in upload sulla rete GARR del 60%, se comparata alla media annuale e ciò è stato reso possibile sia grazie alla perfetta simmetria della nostra rete, che garantisce la stessa capacità in download e in upload, sia grazie al modo in cui la rete è stata progettata, ovvero con la capacità di fronteggiare in qualsiasi momento richieste di banda maggiore. Solo, per fare alcuni esempi il Politecnico di Torino ha registrato un incremento del traffico in upload del 183% se comparato alla media attuale, l’Università di Milano un aumento del 185%, l’Università di Siena un aumento del 231%, l’Università di Trieste del 185%. Abbiamo inoltre registrato un incremento della domanda di sistemi di videoconferenza per l’e-learning e il lavoro di team. GARR già forniva alla sua comunità sistemi di videoconferenza come Vconf e WebMeetings, ma abbiamo deciso di ampliare le risorse per la comunità prendendo parte all’iniziativa iorestoacasa.work per offrire soluzioni gratuite e open source ( OpenMeet, EduMeet) per chi ne ha bisogno, come ad esempio le scuole. In particolare abbiamo messo a disposizione dei server che sono sulla cloud GARR con il supporto del nostro Dipartimento Calcolo e Storage Distribuito.

Sul fronte della videoconferenza abbiamo da subito registrato numeri da record: +800% di videoconferenze su WebMeetings rispetto alla media dei 5 mesi precedenti e più di 2000 conferenze al giorno su iorestoacasa.work con oltre 20.000 video riunioni effettuate dall’inizio del progetto.

Inoltre abbiamo identificato e stiamo implementando una serie di interventi per potenziare il servizio di connettività per gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, enti accreditati dal Ministero della Salute, che in Italia sono tutti connessi alla rete GARR. Dediti ad attività di ricerca in ambito medico, gli IRCCS sono tra gli istituti che hanno più necessità di banda in questi frangenti, dato l’incremento delle attività di ricerca e sperimentazione di nuovi farmaci e del vaccino anti Covid-19, come dimostrano anche le statistiche di traffico di molti di essi, quali ad esempio i tre istituti dell’area milanese: Monzino, Humanitas e San Raffaele.

Ci sono stati dei cambiamenti anche nel modo di comunicare con l’esterno?

Continuiamo ad informare la comunità di utenti attraverso diversi canali. Innanzitutto il sito istituzionale GARR, il sito del NOC e quello del CERT, che gestisce la parte di sicurezza informatica. Mandiamo poi costanti aggiornamenti alla mailing list dei collaboratori nei siti collegati alla rete GARR e comunichiamo quotidianamente sui nostri canali social di LinkedIn, Instagram, Facebook e Twitter.