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Eventi

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4° Workshop GARR - Applicazioni e Servizi Avanzati ...

Evento

Titolo:
4° Workshop GARR - Applicazioni e Servizi Avanzati ...
Quando:
Lun, 24. Giugno 2002 - Mer, 26. Giugno 2002
Dove:
CNR Area della Ricerca di Bologna - Bologna, BO
Categoria:
Workshop
Comunità:
Ricerca scientifica, Ricerca biomedica, Beni culturali, Università, Scuola, Musica e Arte

Descrizione

4° Workshop GARR: Applicazioni e servizi avanzati sulla rete GARR di prossima generazione

Bologna, 24-26 Giugno 2002

La IV edizione degli "Incontri di GARR-B" si è svolta a Bologna dal 24 al 26 Giugno 2002.

Il tema principale ha rigurdato le applicazioni ed i servizi avanzati su una rete ad alta banda (gigabit). L'incontro è anche stato trasmesso anche in diretta video, e le registrazioni sono disponibili in modalità video on demand.È stato dato ampio spazio alle presentazioni sulle attività svolte o in progetto nell'ambito della comunità GARR. Parte dell'incontro è stata dedicata alle caratteristiche della rete GARR di prossima generazione.


Presentazioni Abstract Tutorial


Presentazioni


Abstract

  • G. Attardi (Università di Pisa) "Ritorno alle origini: le reti agli utenti"

    Internet è stata costruita dai suoi stessi utenti, che tiravano connessioni tra di loro. Negli ultimi anni si è creduto di poterne affidare lo sviluppo al mercato, a cui però manca la fantasia per individuare le scelte vincenti. Oggi nuove tecnologie rendono di nuovo possibile la realizzazione di reti con il coinvolgimento degli utenti, sfruttando infrastrutture in fibra ottica. Discuteremo le tecnologie e le prospettive che si aprono in questa fase e il ruolo delle reti della ricerca, in particolare del GARR.
    pdf presentazione (420 KB)

  • S. Bassini / S. Spitoni (CINECA), "Applicazioni high end computing in ambiente GARR; Archiviazione e Backup/Restore su WAN"

    Il CINECA dispone del sistema più avanzato e ad alte prestazioni per il calcolo tecnico-scientifico in Italia. Le collaborazioni con gli altri Consorzi interuniversitari, CILEA e CASPUR, l'insieme delle Università consorziate ad essi aderenti e la rete di convenzioni istituzionali che il CINECA ha in essere costituiscono il sistema applicativo di high end computing nazionale. Questo sistema di risorse, se integrato da connessione a larga banda, può rappresentare l'infrastruttura abilitante per il supporto alla ricerca scientifica ed alla innovazione tecnologica dell'intero sistema paese.

    Nel corso dell'intervento verranno presentati alcuni esempi di contesti avanzati relativi a:

    • applicazioni di calcolo scientifico di eccellenza;
    • applicazioni di realtà virtuale e aumentata con particolare riferimento all'ambito bio-medicale;
    • applicazioni di trasferimento tecnologico e di collaborazione Ricerca-Industria.

    Scopo della presentazione è di fornire elementi di caratterizzazione delle potenziali esigenze relative a connessione in banda larga riferite allo specifico del calcolo tecnico scientifico e della interazione (visuale) con i risultati.

    Il CINECA mette a disposizione dei consorziati e degli enti di ricerca il proprio servizio di archiviazione e backup/restore su WAN. Tale servizio si appoggia sull'infrastruttura di archiviazione costituita da un grande sistema automatizzato per cartucce magnetiche (STK 9310) e dal software Tivoli/TSM per backup/restore ed archiviazione. L'intervento vuole illustrare le caratteristiche architetturali ed operative del servizio.
    pdf presentazione (3.24 MB)

  • L. Benacchio (INAF-Osserv. Astronomico Padova), "L'Istituto Nazionale di Astrofisica e la Rete"

    L'Astronomia ha, da sempre, utilizzato i mezzi di comunicazione più all'avanguardia. Esiste una esigenza di comunicazione intrinseca a questa scienza, dovuta al fatto che il "laboratorio" a disposizione ruota su se stesso in 24 ore. Di conseguenza il campione da osservare è spesso costantemente visibile , ma sempre da osservatori diversi. Questo ha fatto sì che l'Astronomia sia stata la prima Scienza realmente globalizzata, fin dalla fine dell'800, con l'adozione del sistema di comunicazione telegrafica, il migliore allora. Questa esigenza, scritta nel DNA della Astronomia, ha fatto si che fin dalla costruzione delle prime reti telematiche, fine anni '70 del secolo passato, ci si sia ingaggiati sia a livello nazionale, con la rete Astronet, sia a livello globale, con Span. Una profonda rivoluzione culturale sta pervadendo la Astronomia italiana ed internazionale, con lo stabilimento di nuovi canoni e modi di accesso agli esperimenti e, soprattutto, ai dati. Telescopi virtuali, prima vera applicazione del tanto decantato "data mining", utilizzo remoto di strumentazione, distribuzione in rete di pipeline di riduzione di dati raw, calcolo massiccio distribuito sono alcuni dei mattoni fondamentali che Inaf sta portando sulla GRID, la rete di seconda generazione che è in disegno e realizzazione in questi tempi.
    pdf presentazione (818 KB)

  • R. Borri (Centro Supercalcolo Piemonte), "Ksat4U"

    E' un dato di fatto che una percentuale variabile tra il 70% e il 90% della popolazione mondiale non avrà mai a disposizione larga banda attraverso le linee terrestri. Il satellite si candida come l'unico mezzo, che integrando le reti di terra, è in grado di raggiungere ogni punto del globo contrapponendosi al fenomeno del digital divide. In questo scenario, il servizio satellitare proposto si colloca come un'estensione di Internet che permette di connettere comunità di utenti geograficamente dislocate su tutto il pianeta . E' un sistema di pushing client/server in grado di distribuire dati IP in modalità multicast . Trova applicazione principalmente negli ambienti distribuiti dove una o più sedi principali devono trasmettere informazioni a sedi periferiche in maniera razionale. Per periferia si intende qualsiasi punto servito dal footprint dell'operatore utilizzato. La programmazione delle trasmissioni permette da un lato di aggiornare i siti remoti soddisfacendo determinati vincoli temporali e di frequenza, dall'altro di contenere i costi utilizzando il mezzo satellitare in maniera efficiente (multicast programmato). La piattaforma di Ksat4U è modulare, ciò significa che è realizzata attraverso una serie di sottosistemi base e di estensioni che possono essere combinate per realizzare diverse tipologie di servizi, che comprendono:

    • WebCasting: una sede centrale recupera da Internet i siti Web di interesse e li distribuisce via satellite. Un'utenza potenzialmente distribuita a livello mondiale può usufruire del servizio purché dotata degli economici sistemi di ricezione;
    • NewsCasting/MailCasting: il servizio sopradescritto può essere adattato facilmente per la trasmissione di news e/o e-mail che riguardano determinati newsgroup o mailing list;
    • Distance Learnig: le riprese di videoconferenze possono essere ritrasmesse in tempo reale o in differita. L'integrazione con reti di terra o satellitari bidirezionali permette l'interattività tra la sede della conferenza e gli utenti del servizio;
    • Near Multimedia On Demand: qualsiasi contenuto di tipo multimediale (videoclip, brani audio, .) può essere ciclicamente distribuito ad intervalli di tempo predefiniti.

    La piattaforma Ksat4U aderisce allo standard Digital Video Broadcasting (DVB), che è ormai adottato dalle maggiori aziende del settore e che la rende utilizzabile attraverso i sistemi dei più importanti operatori satellitari (SES, Eutelsat, ..). Alcuni moduli dei sottosistemi sono basati su componenti Opensource. L'utilizzo di standard permette di sfruttare completamente la riduzione dei costi della componentistica permettendo all'utente finale di disporre a casa al costo di una scheda PCI di circa 70 euro delle stesse funzionalita' offerte in ambito industriale. Il progetto Ksat4U viene proposto come integrazione ai servizi di tipo "education", a supporto dei ricercatori e come integrazione degli ambiti di laboratorio e delle sedi periferiche rispetto ad alcune funzioni erogate sul backbone principale.
    pdf presentazione (3.58 MB)

  • M. Calabrese (ASI), "Reti a larga banda a supporto della Sperimentazione Scientifica nello Spazio"

    Gli esperimenti a bordo di piattaforme spaziali (quali ad esempio Space Shuttle, MIR, e Stazione Spaziale Internazionale) generano un elevato flusso di dati sia di tipo telemetrico (dati scientifici anche sotto forma di immagini in tempo reale ad alta definizione) che di stato, così come di controllo (feedback in real-time dello sperimentatore alle apparecchiature sperimentali sotto forma di telecomandi che possono modificare le modalità operative dell'esperimento stesso) e di pianificazione. Inoltre il coordinamento tra sperimentatori, centri di controllo (dislocati sul territorio nazionale ed europeo ma anche in U.S.A. e in Russia) ed equipaggio, si avvale di sistemi di comunicazione vocale sia di tipo tradizionale (fonia - utilizzando sistemi di teleconferenza) che basati su soluzioni VoIP.
    Sistemi di simulazione e di training basati anche su tecniche multimediali possono essere implementati per ottimizzare l'utilizzo delle risorse in gioco e l'elaborazione di alcuni tipi di dati sperimentali potrebbe richiedere l'utilizzo di tecniche computazionali distribuite. L'utilizzo di tali servizi da parte della comunità scientifica distribuita sul territorio nazionale (o anche oltre) trarrebbe notevole vantaggio dall'adozione di reti geografiche a larga banda con caratteristiche di QoS e di sicurezza ad alto livello a costi decisamente più contenuti rispetto a soluzioni dedicate.
    pdf presentazione (1.08 MB)

  • R. Cecchini (GARR-CERT), "Cosa bolle nella pentola di GARR-CERT"

    Il progetto europeo e-CSIRT, le vulnerabilità dei sistemi sula rete. Novità: "i nuovi alert".
    pdf presentazione (248 KB)

  • S. Congiu (Università di Padova), "Esperienze di teledidattica all'Università di Padova"

    La presentazione riguarda un sistema di supporto alla teledidattica avviato quest'anno presso l'Università di Padova, basato su una rete di ponti radio con canale a 34 Mbit/s (per il momento una rete IP privata, fisicamente isolata dalla rete di Ateneo), che collega alcune sedi remote dell'Università di Padova (Rovigo, Feltre, Treviso) e che consente la trasmissione in contemporanea di 3 lezioni che possono avere origine in uno qualsiasi dei nodi della rete. Per ciascuna lezione si usano: - la trasmissione di audio/video over IP con encoder/decoders MPEG2 hardware (4 Mbit/s) in multicast IP (per la lezione del docente), - la trasmissione di audio/video over IP con encoder/decoders software (H.261 con Reflector) per la trasmisione al docente dalle aule remote, - la condivisione del Desktop e di applicationi tramite rete TCP/IP integrata nel sistema.
    pdf presentazione (2.90 MB)

  • G. Degli Antoni (Università di Milano), "Le prospettive della didattica in presenza delle tecnologie"

    La crescita dei soggetti che producono e consumano conoscenza sta modificando radicalmente modalità e ruoli della didattica in tutti gli ambiti. L'innovazione didattica è più accettata dalle categorie più deboli e sta modificando i flussi di innovazione e la capacità di innovazione da parte di vaste collettività.. Internet ha accelerato i fenomeni indicati seppure allontanando la formazione a distanza dal classico modello immaginato in cui corsi on line vengono seguiti da docenti a distanza..Così accanto alla didattica on-line si assiste ad una didattica in-line in cui il docente è fisicamente presente durate la sua lezione con gruppi più o meno numerosi di discenti.. L'innovazione delle interfacce uomo macchina e la presenza di ambiti di conoscenza ben rappresentati in INTERNET ..sta lentamente riducendo le differenze fra didattica classica in aula e didattica in aule virtuali.. Ciò .. trasforma la lezione in un viaggio guidato da un maestro all'interno di mondi di conoscenze e la lezione così diventa una lettura individuale/collettiva.. con confronti e dibattiti ... svolta alfine di effettuare esperienze dirette..nei mondi di consoscenza..La registrazione in forma digitale di tutto ciò allevia altresì i problemi della presenza e rende possibile assistere in modo passivo.. alla lezione_interattiva sia via trasmissione in tempo reale (streaming).. che su domanda.. E' alquanto verosimile che le nuove forme di didattica che così potranno svilupparsi abbiano una efficacia anche molto superiore alla didattica tradizionale e costituiranno di fatto la creazione di comunità che condividono conoscenza che non sarà solo proposta dal docente ai discenti.. ma anche propoposta dai discenti a docenti e discenti.. in un sforzo comune di conoscere ciò che nessuno sa.. Ne segue che il docente ed i discenti (volonterosi) finiranno con il possedere una sorta di bottega della conoscenza con allievi/assistenti liberi ma capaci di contribuire allo sviluppo dlela conoscenza.. E' importante notare che questa attività ha implicazioni economiche e che Scuole ed Università dovranno fare i conti con questo fenomeno. Senza mettere in condizione di reale vantaggio i docenti.. alcuni di questi.. prenderanno il sopravvento..come di fatto già avviene .. Non basteranno certo le leggi ad attenuare i rischi.. Le forme di comunicazione con le nuove tecnologie sono imprevedibili..e la intelligenza insegna a superare tutte le difficoltà... Per riconoscere la reale portata delle nuove tecnologie in cui didattica ... ricerca .. diffusione della conoscenza .. educazione.. non sono più distinguibili.. è opportuno segnalare la poderosa opera di Stephen WOLFRAM con il testo/sito/bottega-della-conoscenza dal titolo: A NEW KIND of SCIENCE.. Quella opera è stata possibile in dodici anni di lavoro.. domani sarà possibile in assai meno tempo da parte di personale certamente più modesto..
    pdf presentazione (1.74 MB)

  • J. Di Cocco (Università di Bologna), "Biblioteche, centri di documentazione e musei digitali per la ricerca e la formazione superiore"

    La caratteristica comune a queste tre istituzioni istituzioni è di pre-selezionare, raccogliere, conservare, descrivere documenti della più diversa natura per renderne più facili ed economici la scoperta, la scelta, la localizzazione, l'accesso e l'uso allo studioso sia a scopi di formazione sia di ricerca sia di qualificata prestazione professionale. Queste istituzioni, quando dedicate alla ricerca (di qualsiasi natura) ed alla formazione superiore (curriculare o permanente) divengono digitali e non meramente automatizzate quando non limitano a catalogare elettronicamente i loro "documenti" ed a renderli ricercabili in rete od a presentare su web i loro servizi ed un campione illustrativo dei loro depositi, ma quando smaterializzano sistematicamente i loro documenti di qualunque natura siano e ne consentano l'utilizzo via rete tramite appositi programmi di elaborazione ed analisi. Sono definite eterogenee, quando associano patrimoni e servizi tradizionali a patrimoni digitali e accessi telematici (gli accessi locali a supporti elettronici sono considerati tradizionali). I documenti possono essere testi, immagini statiche, suoni, immagini in movimento, basi si dati software per la formazione personale, la selezione e l'elaborazione delle informazioni e la valutazione dei risultati. Queste strutture sono sia punti di produzione e diffusione delle conoscenze prodotte dalle istituzioni scientifiche proprietarie sia punti adeguati ed autorizzati di accesso ed elaborazione da parte degli studiosi e degli studenti (anche quando operino di fatto dal loro domicilio). La larga banda prevista da GARR consentirà alle biblioteche, centri di documentazione ai musei digitali della ricerca ed alta formazione di sviluppare queste nuove funzioni scientifiche e didattiche (E-learning). Naturalmente queste nuove tecnologie, una volta sviluppate, si diffonderanno anche nelle altre istituzioni bibliotecarie, documentali e museali ed il loro utilizzo diverra' uno strumento potente di diffusione dei risultati della ricerca sia tecnologica, sia biologica, sia sociale sia umanistica e di sviluppo del capitale umano.
    pdf presentazione (69 KB)

  • A. Falaschi (Università di Roma "La Sapienza"), "La Teledidattica nell'era di SIP (Session Initiation Protocol)"

    Sono gia' diversi anni che MBone (Multicast Backbone) e' sede di esperimenti di teledidattica, basati sull'uso di tools ormai diventati "classici" (VIC, VAT/RA, SDR, WB...), spesso affiancati da tecnologie industriali come RealAudio. I due progetti di ricerca che piu' di altri hanno sviluppato una infrastruttura applicativa orientata alla teledidattica sono Acces Grid (Chicago) e OpenMash (Berkley) che eccellono rispettivamente per cio' che riguarda il coordinamento tra sedi diverse, ed il controllo di produzione di sorgenti ed archivi. Lo stesso WG IETF (MMUSIC) che ha supportato lo sviluppo del multimedia su multicast, ha definito nel '99 il Session Initiation Protocol (SIP), di cui si trova traccia anche in SDR, e che permette di estendere la partecipazione ad una sessione multicast con un meccanismo ad invito, in cui sono comunicati i parametri della sessione. Dopo un periodo di continua revisione, SIP si candida ora come l'erede di e-mail ed SMS, forte anche della sua indicazione come metodo di istaurazione chiamata per le reti radiomobili di terza generazione. L'estensibilita' di SIP permettera' a breve di attribuire ad uno stesso UserAgent anche funzioni di Instant Messaging e Presence, permettendo in questo secondo caso di *sottoscrivere* il proprio interesse in qualche evento, e di ricevere una *notifica* dell'inizio dello stesso. L'adozione di SIP permettera' quindi non solo la teledidattica *a casa*, con meccanismi di annuncio, invito o sottoscrizione, ma addirittura sul proprio telefonino! L'intervento, dopo una breve rassegna della funzionalita' di Access Grid e Open Mash, illustrera' il funzionamento di SIP ed i suoi requisiti a livello architetturale, fornendo esempi pratici di utilizzo.
    pdf presentazione (1.05 MB)

  • F. Fiumana (CINECA), "Le tecnologie e i servizi di comunicazione multimediale"

    Verrà illustrata la tecnologia di collaborazione a distanza Access Grid Node, i suoi requisiti, il setup realizzato al CINECA ed i possibili impieghi di questo ambiente. Verranno presentati tecnologie e servizi di videocomunicazione su IP, basati su standard H.323, di tipo punto a punto e multipunto, i gateway verso i sistemi basati su H.320 e la telefonia tradizionale, il trasporto della voce su IP e la sua integrazione in servizi evoluti, le problematiche relative alla gestione di numbering plan su Internet. Verranno illustrate le problematiche di gestione e delivery di contenuti e le caratteristiche delle varie tecniche di streaming, basate su Windows Media Technology, Real e QuickTime, finalizzate al servizio di diffusione in rete di contenuti multimediali in modalità live, on-demand e programmata.
    pdf presentazione (2.10 MB)

  • S. Giordano (Università di Pisa), "MOICANE: il progetto europeo di laboratorio virtuale"

    Condurre attività di ricerca nel campo delle reti di telecomunicazioni richiede una interazione costante e uno scambio continuo di idee tra università, istituti di ricerca, aziende produttrici di apparati ed operatori. L'ampliamento degli orizzonti di questa interazione è un obiettivo di primaria importanza al fine di stimolare un reale sviluppo della comunità tecnico/scientifica che si occupa di tali tematiche e tale modello può in generale essere esteso ad altri contesti di "network collaboratories" dove i diversi attori possono, grazie alla condivisione di "virtual laboratories", cooperare a distanza. Al fine di consentire il trasporto di informazioni multimediali a pacchetto con qualità del servizio l'IETF ha proposto due distinti modelli architetturali (IntServ e DiffServ) che sono stati poi integrati in un modello IntServ over DiffServ. Tuttavia, l'efficacia di tali soluzioni non è stata ancora sufficientemente testata in ambienti reali. Non sono infatti ancora stati realizzati test-bed reali di grandi dimensioni sui quali possano essere condotte sperimentazioni che permettano la definizione di una architettura stabile, efficiente ed effettivamente utilizzabile. Il progetto europeo MOICANE (Multiple Organisation Interconnection for Collaborative Advanced Network Experiments) mira ad ottenere una migliore integrazione della sezione di accesso e di core della rete; le soluzioni di last-mile potrebbero infatti compromettere le performance end-to-end dell'intera rete in particolare nel caso di tecnologie di accesso eterogenee quali il wireless (Bluthooth, IEEE 802.11), il mobile (GSM, GPRS, UMTS) e xDSL. Le finalità più rilevanti del progetto sono quelle di realizzare un test-bed distribuito per interconnettere le diverse isole remote, coratterizzate da reti di accesso differenti e attrezzate al supporto di diversi servizi, come la tele-lecturing, le virtual-classroom, e il virtual-laboratory. Le varie isole che vanno a costituire il pilota multi-dominio di MOICANE, sono tra loro collegate, grazie al supporto offerto dalle varie reti di ricerca nazionale (quali il GARR in Italia, FCCN in Portogallo, GRNET in grecia e ROEDUNET in Romania) attraverso la rete di GEANT dove il traffico di MOICANE viene trattato con un servizio di tipo Premium IP (secondo il modello DiffServ).
    pdf presentazione (10.89 MB)

  • G. Grasso (Università di Bari), "Progetti nazionali ed europei nel campo delle Biotecnologie: il progetto della Regione Puglia"

    Obiettivo: Consentire al nascente Polo Biotecnologico Pugliese, promosso dalla Regione Puglia nell'ambito delle Azioni Innovative della Commissione Europea, di fondare il proprio sviluppo su di una infrastruttura digitale di eccellenza e ad alto livello tecnologico (sistema a larga banda) per la gestione delle conoscenze in ambito regionale nel settore biotecnologico.

    Obiettivi scientifici e tecnologici: In particolare la rete a larga banda dovrà consentire l'integrazione e la fruizione di dati complessi relativi a: banche dati genomiche, statistiche epidemiologiche, controllo remoto di strumentazione scientifica e diagnostica, elaborazione di immagini bi- e tridimensionali (fotografiche, radiografiche, da microscopia), drug design, proteomica. A questo fine si prevede che l'infrastruttura di comunicazione potrà avere le seguenti caratteristiche di massima:

    • Rete a larga banda per supportare comunicazioni ad alta velocità e con elevati requisiti di tempi di risposta (Genomics/Epidemiological Data, 3D Images, Virtual Simulation etc.);
    • Velocità previste nella fase iniziale del progetto: fino a 1Gbps su scala locale (su fibra ottica), 34Mbps su scala geografica;
    • Gestione della QoS (Quality Of Service) per garantire i livelli di servizio in funzione delle specifiche applicazioni/necessità;
    • Nodi di accesso e di commutazione locale a livello provinciale: inizialmente previsti a Bari (Nodo Centrale), Lecce e Foggia;
    • Possibilità di realizzazione mediante evoluzione dell'infrastruttura GARR: il PoP di Bari dovrebbe diventare un Nodo di Trasporto, mentre nelle Province si dovrebbe realizzare dei PoP con capacità di commutazione locale;
    • L'interconnessione a GARR garantirà comunque il collegamento a livello nazionale ed internazionale con il mondo della ricerca scientifica;
    • Future evoluzioni previste: collegamento funzionale di altre realtà legate al Biopolo Puglia e appartenenti al mondo della PAL (ASL, Agenzia Regionale etc.) ed al mondo delle Imprese.
    pdf presentazione (214 KB)
  • P. Inchingolo (Università di Trieste), "L'Università di Trieste e il Sistema Sanitario Regionale"

    L'organizzazione del SISR - Sistema Informativo Sanitario della Regione Friuli Venezia Giulia e sua integrazione con la Ricerca del Sistema Trieste: le nuove frontiere raggiunte con il Progetto GARR-B PoReR WP-29.
    pdf presentazione (2.16 MB)

  • R. Innocente (SISSA - Trieste), "La sfida delle comunicazioni ad alta velocità nelle applicazioni end-to-end"

    Secondo una regola empirica di recente enunciazione, la cosidetta legge di Gilder, la banda disponibile nei sistemi di comunicazione triplica ogni anno. Si confronti questa crescita con la legge di Moore che prevede che le prestazioni dei microchip raddoppino ogni 18 mesi, o addirittura con il trend di incremento delle prestazioni delle RAM che e' del 10 % all'anno. La percezione di questo gap tra le crescite delle diverse tecnologie e' il fondamento per il grid computing di Foster e Kesselman. Le prestazioni delle reti hanno ormai superato quelle dell'I/O su disco e quasi quelle della memoria (si pensi ai sempre piu' frequenti riferimenti che si trovano a tecnologie come la network ram). Questa situazione impone un esame molto piu' attento dei bottlenecks presenti nelle architetture degli end nodes, del software utilizzato dagli end nodes per il networking, dei protocolli di rete usati dagli end nodes e dell'interazione tra gli end nodes e la rete.
    pdf presentazione (492 KB)

  • F. Iozzi (Università Bocconi di Milano), "E-learning in Bocconi: analisi e prospettive"

    L'Universita' Bocconi ha avviato nel 1999 il progetto B-learning per la sperimentazione e la diffusione delle tecnologie nell'insegnamento undergraduate, graduate e master. Il progetto ha previsto, oltre allo sviluppo graduale di una struttura organizzativa e di supporto anche la messa a punto della piattaforma e dei modelli didattici sottostanti. Dopo 3 anni, l'analisi ha messo in evidenza, accanto ad alcuni problemi ancora aperti, interessanti trend di sviluppo nel campo della didattica assistita dalle tecnologie. L'intervento vuole illustrare sinteticamente questa analisi.
    pdf presentazione (111 KB)

  • A. La Corte (Università di Catania), "La rete a larga banda dell'Universita' di Catania"

    La rete a larga banda dell'Universita' di Catania e' una rete che si estende in area urbana per una lunghezza di circa 23 km, ed e' basata su cavi da 100 fibre ottiche sulle direttrici principali, su apparati SDH con interfaccia di linea a 2.5 Gbit/s a livello di trasporto e su ATM a 155 Mbit/s a livello di accesso. I siti nodali dell'anello ottico costituiscono i nodi di raccolta del traffico proveniente da tutte le sedi universitarie in area urbana e regionale. L'infrastruttura di rete e' notevolmente flessibile ed è stata progettata in modo da far fronte in modo agevole a future evoluzioni, sia in termini di interconnessione che di supporto di servizi. Nell'arco della presentazione verra' illustrata l'architettura di rete realizzata, le soluzioni adottate nella realizzazione della stessa per far fronte alle intrinseche difficoltà legate al territorio, e le prospettive attuali di evoluzione della stessa.
    pdf presentazione (1.40 MB)

  • F. Liello (Università di Trieste),"Il GARR e la rete mondiale della ricerca"

    Le reti per la ricerca costituiscono la chiave di volta della creazione della "Area Europea della Ricerca" (ERA), uno degli obiettivi fondamenali del 6° Programma Quadro della Comunità Europea. Nel corso del 5° Programma Quadro, la rete della ricerca europea (GEANT) ha raggiunto una posizione di avanguardia a livello mondiale, e la rete GARR è un elemento essenziale di questo quadro. E` tuttavia necessario passare da un insieme di reti a livello continentale e regionale, ad una veria e propria rete integrata a livello mondiale. L'Italia e l'Europa, grazie all'impulso dato negli ultimi anni ed alla riconosciuta leadership raggiunta con GEANT hanno la possibilità di giocare un ruolo centrale in questo processo. Per ottenere questo obiettivo è necessario tuttavia giungere ad un più stretto cooordinamento ed integrazione di attività che sono state sinora svolte in paralleloe talvolta da entità diverse. Il 6°P.Q. fornisce gli strumenti amministrativi che, se correttamente applicati, renderanno possibile tutto ciò.
    pdf presentazione (4.24 MB)

  • P. Massimino (INAF-Osserv. Astrofisico Catania), "Collegamento wireless a larga banda tra la sede distaccata di Serra La Nave e la sede di Catania dell'Osservatorio Astrofisico, distante oltre 20km in linea d'aria"

    L'esigenza di interconnettere, attraverso una linea ad alta velocità, la sede distaccata di Serra La Nave dell'Osservatorio Astrofisico con la Sede di Catania, ha portato a richiedere uno studio di fattibilità, ormai acquisito, che entro poco tempo permetterà di realizzare l'interconnessione tra i due siti. Tale esigenza è scaturita dalla necessità di trasferire una grande quantità di immagini astronomiche ottenute dalla strumentazione dei telescopi installati presso la sede di Serra La Nave. La disponibilità di un sistema di comunicazione ad alta velocità permetterà inoltre di realizzare il telecontrollo delle apparecchiature presenti presso lo stesso sito. Le caratteristiche principali del progetto sono:

    1. la banda di frequenza in funzione dell'inquinamento elettromagnetico presente nei siti (ISM a 2.4Ghz);
    2. la modalità di comunicazione (confacente allo stato dell'arte della tecnologia ed in linea con le autorizzazioni Ministeriali) secondo lo standard IEEE 802.11.b Wi-Fi a 11 Mbits;
    3. impiego di antenne ad alto guadagno a riflettore parabolico;
    4. tratta a fibra ottica per il collegamento LAN-sistemi radio.

    Ulteriori valutazioni:

    • Basso costo: si userà una tecnologia che costa 1/10 di quella normalmente impiegata;
    • Autorizzazione Ministero ottenuta;
    • Supporto TCP/IP con la possibilità di utilizzo della tecnologia Wi-Fi a 11Mbits tramite Access Point dislocati presso le suddette sedi;
    • L'implementazione del "voice over IP".

    La realizzazione dell'impianto pone le basi per una sua implementazione, relativamente prossima, secondo lo standard IEE802.11.G a 54 Mbits.
    pdf presentazione (2.27 MB)

  • M. Nanni (CNR Ist. Radioastronomia), "E-Vlbi: reti di radiotelescopi e rete a larga banda"

    Le osservazioni radioastronomiche e geodinamiche ad altissima risoluzione si basano sulla osservazione simultanea dello stesso oggetto celeste da parte di radiotelescopi separati da distanze dell'ordine di centinaia o migliaia di kilometri, e sulla successiva correlazione dei dati acquisiti dai singoli strumenti. La tecnica, conosciuta col nome di VLBI (Very Long Baseline Interferometry), prevede oggi la registrazione dei dati su supporti ad alta capcità (TeraByte) e la successiva spedizione ai centri di correlazione dove i dati saranno riprocessati per ottenere le immagini prodotte dalla rete di antenne coinvolte nell'esperimento. Con questo sistema sono necessarie alcune settimane per ottenere i dati finali, e non vi è alcuna possibilità di verificare, in tempo reale, l'andamento globale dell'osservazione e di rimediare quindi ai casi di disallineamento tra i radiotelescopi. La larga banda può oggi fornire una soluzione a questi problemi incrementando la produttività e l'efficienza degli strumenti che operano in rete su grandi distanze. Nell'intervento si vuole fornire una panoramica dei primi esperimenti condotti in Giappone e Stati Uniti e sulle prospettive a livello europeo e nazionale.
    pdf presentazione (7.53 MB)

  • R. Negrini (Politecnico di Milano), "Esperienze di e-learning al Politecnico di Milano"

    Presso il Politecnico di Milano, l'uso non sperimentale (ossia "in produzione") della teledidattica risale all'inizio degli anni '90. Da allora, ogni anno circa 10 insegnamenti universitari completi sono erogati tramite teledidattica sincrona interattiva, mediante canali PAL disponibili su un ponte radio a microonde, privato, tra Milano e Como. Si tratta in sostanza della remotizzazione di un'aula tramite diretta TV (di solito usando contemporaneamente 3 canali PAL). Con la diffusione generalizzata di Internet a meta' degli anni '90, quest'esperienza è stata ovviamente affiancata da attività molto significative di e-learning vero e proprio, con un uso massiccio delle tecnologie IP tramite la rete GARR. Il Centro METID del Politecnico mette a disposizione dei docenti del Politecnico il sito www.metid.polimi.it, che è dedicato sia ai corsi di formazione a distanza, sia ai normali insegnamenti in presenza del Politecnico. Attualmente, sono circa 150 gli insegnamenti supportati in vario modo. Particolare attenzione è offerta agli allievi disabili, che possono seguire in diretta le proprie lezioni, in remoto da casa mediante la rete GARR e Internet, tramite tecniche di WEB TV. L'attività di e-learning più impegnativa svolta dal Politecnico è nata nel settembre 2000: basandosi su METID, il Politecnico offre infatti tramite Internet un intero corso di laurea di primo livello in ingegneria informatica. Tutte le attività didattiche (sia sincrone sia asincrone) sono svolte in remoto: le uniche attività in presenza sono gli esami, che si svolgono presso il Polo Regionale di Como del Politecnico. Questo particolare corso di laurea è usufruibile solo tramite Internet. In particolare, le attività sincrone in rete riguardano le interazioni programmate col tutor di materia della classe (classi "live"), le prove in itinere per l'autovalutazione e la preparazione agli esami, e la trasmissione mediante WEB TV di eventi speciali. Il corso di laurea è offerto con la stretta collaborazione di un parner privato (Somedia, del gruppo La Repubblica / L'Espresso) e con l'aiuto di altri privati, tra cui Fabula (per la preparazione dei CD-Rom con il materiale didattico off-line e con le presentazioni multimediali delle lezioni) e Kataweb (per l'accesso al server con la piattaforma didattica on-line, per la gestione delle attività sincrone e asincrone in rete, e per la distribuzione in rete di materiale didattico). OSSCOM, dell'Università Cattolica di Milano, collabora monitorando dall'esterno la qualità complessiva dell'iniziativa e la soddisfazione degli studenti.
    pdf presentazione (3.20 MB)

  • D. Pierattoni (Università di Udine), "Studio per una architettura di rete locale sincrona per i servizi multimediali del futuro"

    Lo scenario evolutivo delle odierne reti di calcolatori è caratterizzato da una rapida crescita dei volumi di traffico legati ai servizi network-oriented, che richiedono ampia disponibilità di banda trasmissiva e minima latenza nel trasferimento delle informazioni. Dal punto di vista dei produttori di apparecchiature di rete, tale aspetto costituisce a tutt'oggi uno dei principali stimoli per la ricerca applicata, nell'intento di sviluppare dispositivi e protocolli in grado di offrire un livello di qualita' differente per ciascun'applicazione o servizio. Il supporto nativo della QoS è quindi l'obiettivo principale nello sviluppo dell'architettura di rete del futuro, in uno scenario in cui risulta fondamentale ottimizzare le prestazioni e l'utilizzo della rete, cercando di accomunare in una prospettiva di medio-lungo termine i vantaggi propri delle singole architetture in un'unica infrastruttura di rete integrata con i servizi. Lo studio in corso per una futura architettura di rete locale è caratterizzato in sintesi dai seguenti elementi costitutivi:

    • Trasmissione sincrona su link punto-punto ad alta velocità;
    • Tecnologia fast circuit switching con allocazione e riallocazione dinamica delle risorse;
    • Controllo di flusso real-time in modalità nativa e orientato alle singole connessioni, sfruttando la bidirezionalita` dei link fisici;
    • Gestione ottimizzata delle informazioni topologiche presso i nodi ai fini della massima utilizzazione delle risorse;
    • Classi di servizio differenziate in base alla tipologia di traffico;
    • Interoperabilità con le tecnologie di rete LAN/MAN/WAN esistenti.
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  • G. Pierazzini (Centro SERRA), "La Rete Metropolitana dell'Università di Pisa: una infrastruttura per università e ricerca integrata nel territorio"

    Il Centro SERRA dell'Università di Pisa ha realizzato una rete privata di Ateneo basata su oltre 6000km di fibra ottica che collega 120 sedi universitarie, due Ospedali, gli enti di ricerca e alcuni enti pubblici dell'area Pisana.
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  • M. Ferrante e Podestà (Università di Genova), "Esperienze di servizi di rete basati su directory"

    L'universita' di Genova ha avviato nel 2000 un servizio di directory LDAP che mantiene i dati di strutture, personale, studenti e corsi. Esso viene utilizzato per autenticazione degli utenti, presentazione dei dati e funzioni connesse alla posta elettronica. Fra i servizi operativi:

    • autenticazione per accesso a siti web in visualizzazione e modifica;
    • routing distribuito dei messaggi di posta elettronica e autenticazione per accesso alle mailbox;
    • generazione automatica di mailing list;
    • accesso a banche dati in linea;
    • presentazione su web di personale e strutture;
    • generazione dell'elenco telefonico;
    • accesso in commutata (RADIUS).
    pdf presentazione (172 KB)
  • M. Reale (INFN-CNAF), "Le griglie computazionali nella fisica delle alte energie"

    Nella mia presentazione darò una panoramica generale del progetto EDG (European Data Grid), attualmente a metà del suo cammino previsto (un anno e mezzo dal kick off ( gen 2001) e un anno e mezzo alla conclusione (dic 2003 )), dal punto di vista dei suoi scopi fondanti, della struttura del middleware prodotto, della sua organizzazione generale. I requirement principali concernenti la rete e la capacità di banda del progetto nella sua fase attuale verrano descritti, in particolare rispetto alle applicazioni attualmente utilizzate. Successivamente descriverò l'attuale struttura delle risorse di rete utilizzate da questo progetto, i piani di sviluppo futuri, soprattutto per ciò che riguarda l'inclusione delle informazioni sul monitoring di rete nelle politiche di brokering delle risorse e di ottimizzazione dell'uso della GRID. Una breve DEMO di applicazioni attualmente utilizzate sul testbed EDG verrà data.
    pdf presentazione (2.09 MB)

  • C. Riboli (Università di Bologna), "Applicazioni su IPv6"

    Gli interessi e le prospettive di sviluppo di applicativi fruibili via protocollo HTTP, diventano sempre più strategici in quanto il web risulta un mezzo di facile accesso e consultabilità. D'altra parte la possibilità di distribuire contenuti multimediali sia precostruiti, statici o dinamici (informazioni, data base, video on demand, music distribution), che live (streaming, videoconferenze, phone) diventa un fattore strategico per quelle istituzioni che desiderano promuovere, studiare ed utilizzare la rete per applicazioni di informazione, comunicazione, cooperazione, ausilio nelle malattie e nelle disabilità ed e-learning. Diventa perciò strategico poter garantire a tutti, nelle varie situazioni e cioè sia tramite una postazione fissa su Internet che tramite postazioni mobili siano questi portatili, palmari, strumenti di accompagnamento e di monitoraggio, cellulari e videocamere di nuova generazione, la fruibilità della comunicazione in genere ed in particolare delle nuove applicazioni. Questa rete di nuova generazione ampliata sia nelle prospettive che nelle applicazioni rispetto alla precedente, deve poter garantire risposte ad un numero crescente di fruitori e di problematiche tenuto conto delle soluzioni, delle esperienze e dei risultati fin qui raggiunti. Deve perciò poter garantire: sicurezza, banda larga, QoS, accessibilità, capacità di aumentare il numero di utenti.

    Il protocollo Ipv6, ancora oggetto di fasi sperimentali, si presenta ad oggi come l'unica risposta valida alle esigenze e alle domande di nuovi servizi sopra accennate. Una breve ricognizione degli applicativi di cui si sta facendo il "porting" da IPv4 a IPv6 oppure un breve excursus sui nuovi applicativi che si stanno scrivendo su Ipv6, fa capire l'interesse e le aspettative che questo nuovo protocollo suscita. Da questo punto di vista, il progetto europeo 6NET, cui GARR partecipa coinvolgendo Università ed enti di ricerca, è un osservatorio privilegiato. Limitando la propria attenzione solo al campo di "Real-Time Video-Conferencing and Media-Streaming" si possono contare 24 diversi applicativi su cui verranno fatte le sperimentazioni. Si rimanda alle seguenti url per avere informazioni più dettagliate: www.6net.garr.it e www.6net.org
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  • F. Ruggieri (INFN-CNAF), "I Centri Regionali di LHC ed il TIER 1 unico"

    Gli esperimenti INFN all'acceleratore LHC hanno una forte richiesta di risorse di calcolo in previsione della presa dati che inizierà nel 2007. Il percorso per arrivare a quella data e' stato tracciato attraverso un'architettura basata su centri regionali di diversa natura (Tiers), distribuiti su vari continenti ed inteconnessi fra loro e con il CERN a larga banda. La prototipizzazione e' gia' iniziata e si stanno costruendo, sia prototipi di Tier2 che un Tier1 unico per tutti gli esperimenti. Anche altri esperimenti, che stanno prendendo dati, o sono in procinto di prendere dati, sono interessati alla infrastruttura prototipale in costruzione.
    pdf presentazione (3.46 MB)

  • F. Tommasi (Università di Lecce), "La Rete e il Centro Satellitare dell'Università di Lecce"

    Viene descritta la Rete dell'Università di Lecce. Si illustreranno rapidamente architettura, tipi di collegamento, i protocolli e gli apparati utilizzati e si darà uno sguardo ai problemi aperti e agli sviluppi futuri. Particolare riferimento sarà fatto al Centro Satellitare dell'Università che rappresenta una prezionsa risorsa utilizzabile da tutta la rete GARR.
    pdf presentazione (2.13 MB)


Tutorial

  • Mauro Campanella, INFN - GARR

    QoS Tutorial (24 giugno 09.00-10.00)

    Il tutorial intende fornire un'introduzione alla qualità di servizio agli utilizzatori del protocollo IP. La QoS viene prima definita qualitativamente e quantitativamente e si introducono le principali architetture per la sua realizzazione. Viene illustrato un esempio di utilizzo di QoS all'interno del GARR e delineata l'architettura del servizio Premium IP sulla rete europea.

  • Gabriella Paolini, INFN - GARR

    IPv6 Tutorial (24 giugno 10.15-11.15)

    Il tutorial sull'Internet Protocol versione 6 cercherà di spiegare il perchè di un nuovo protocollo per internet.Partendo dalle caratteristiche innovative del protocollo di prossima generazione, verranno spiegate le differenze con l'IPv4. Sarà analizzato l'header del protocollo con le sue caratteristiche intrinseche che riguardano la sicurezza, la mobilità ed il supporto per la QoS. Altre novità importanti che riguardano l'IPv6 e che verranno analizzate durante il tutorial sono l'ICMPv6, il Neighbour Discovery e l'autoconfigurazione. Saranno anche trattati i temi dell'indirizzamento, del DNS e del routing. La parte finale del tutorial presenterà le possibilità di coesistenza ed i meccanismi di transizione fra i protocolli IPv4 ed IPv6.

  • Marco Marletta, INFN - GARR

    Multicast Tutorial (11.30-12.30)

    Il tutorial presenta un excursus sulla tecnologia di trasmissione mediante multicast IP nativo. Fornisce elementi di base sulla modalità trasmissiva, sui vantaggi derivanti dalla sua implementazione, sui campi di applicazione e sui requisiti e le problematiche da tener presente nella progettazione di una rete "multicast-enabled". Vengono inoltre presentate le architetture di routing implementate sulla rete GARR e nella comunicazione con il resto del mondo, mediante implementazione dei protocolli PIM, MBGP ed MSDP. Sono descritte le modalità ed i passi da seguire per interconnettere le entità GARR all'infrastruttura multicast, oltre a cenni sui software utilizzabili dall'utenza.

  • Pier Luca Montessoro, Università degli Studi di Udine

    Il cablaggio strutturato degli edifici e le sue recenti evoluzioni (24 giugno 10.30-12.30)

    Il cablaggio strutturato rappresenta oggi l'infrastruttura di base per la realizzazione di tutte le reti locali ed è definito da opportuni standard (il più importante dei quali è l'ISO/IEC 11801). Il nuovo cablaggio di categoria 6, attualmente in fase di standardizzazione, mantiene la struttura dei precedenti sistemi (detti di categoria 5, con caratteristiche trasmissive definite fino a 100 MHz), ma prevede la posa di cavi in doppino di rame e relative prese e permutatori, schermati o non schermati, con caratteristiche trasmissive garantite fino a 250 MHz.

    Inoltre, la fase di collaudo del cablaggio (la cosiddetta "certifica") avviene sul campo mediante strumenti che in meno di un minuto effettuano decine di misure sulla struttura e sulla qualità dei canali trasmissivi realizzati (attenuazione, diafonia, return loss, ritardo di propagazione, ecc.) nell'intero spettro di frequenze previsto dalle specifiche tecniche, e quindi fino a 250 MHz nel caso della categoria 6.

    E' intuibile quanto alto sia il livello tecnologico di tali sistemi e, di conseguenza, quanto importanti siano la qualità dei componenti, la cura nella progettazione e nella posa in opera, l'attenzione ed il rigore nel collaudo. Scopo di questo tutorial è quello di descrivere l'architettura di riferimento indicata dagli standard internazionali per i cablaggi strutturati degli edifici evidenziandone le implicazioni dal punto di vista tecnico e individuandone gli aspetti più critici, in modo da fornire quella conoscenza di base necessaria ad una corretta valutazione della qualità di un progetto e della sua realizzazione.


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