Workshop GARR 2025: tre giorni tra reti, intelligenza artificiale e sostenibilità
Dal 3 al 5 novembre, la comunità della ricerca e dell’istruzione si è incontrata per discutere il futuro delle infrastrutture digitali.
Tre giornate intense di confronto, approfondimento e collaborazione hanno animato il Workshop GARR 2025, dedicato quest’anno al tema delle infrastrutture e dei servizi digitali per la ricerca. Dal 3 al 5 novembre, circa 300 esperte ed esperti provenienti dal mondo accademico, della ricerca e dell’ICT si sono riuniti per condividere esperienze, sfide e visioni sul futuro della rete della ricerca italiana, tra supercalcolo, intelligenza artificiale, sicurezza e sostenibilità.
3 novembre – Infrastrutture e servizi digitali per la ricerca
La prima giornata si è aperta con i saluti istituzionali del presidente Maurizio Tira e della direttrice Claudia Battista, seguiti da un intervento di Massimo Carboni dedicato all’evoluzione dell’infrastruttura di rete GARR.
Nel suo intervento, Massimo Carboni ha sottolineato il ruolo geostrategico della rete GARR per l’Italia nel Mediterraneo, che funge da hub per la ricerca tra Europa, Africa e Medio Oriente. «Grazie a una dorsale ottica nazionale ad altissima capacità, la rete è pronta a sostenere l’era del calcolo quantistico, dell’AI distribuita e delle infrastrutture HPC, garantendo sovranità digitale, interconnessioni performanti, autonomia tecnologica e promuovendo lo sviluppo di competenze avanzate per le nuove generazioni di ricercatori», ha detto il CTO di GARR.
La sessione sulle infrastrutture ICT ha mostrato come la ricerca italiana stia affrontando la transizione verso ambienti sempre più integrati e performanti, grazie al contributo di realtà come ICSC, INFN e CNR, che hanno illustrato i propri progetti su HPC, standardizzazione e rete GARR-T.
In particolare, Davide Salomoni ha presentato il Centro Nazionale ICSC: «La rete GARR, parte del consorzio ICSC, fornisce la connettività ad alta capacità che rende possibili tutte le attività del centro. Il modello pubblico‑privato di ICSC avviato con il PNRR continuerà a svilupparsi nel post‑2027 per mettere a disposizione HPC e quantum computing a supporto di applicazioni pronte per il mercato, rafforzando sovranità tecnologica e trasferimento industriale in linea con quanto viene indicato nel rapporto Draghi per il rilancio dell’economia europea».
Nel pomeriggio, la sessione dedicata ai servizi di rete ha offerto uno sguardo sugli sviluppi tecnologici che caratterizzano l’evoluzione della rete nazionale: automazione, telemetria, intelligenza artificiale e architetture innovative come SRv6 e Antares sono state al centro degli interventi. Una panoramica che conferma il ruolo di GARR come laboratorio di innovazione per la comunità della ricerca.
4 novembre – Resilienza, sostenibilità e sicurezza
La seconda giornata si è aperta con una riflessione sulla resilienza delle infrastrutture e sulla gestione delle crisi: dalle strategie di business continuity e disaster recovery dell’INFN alle buone pratiche di crisis management e comunicazione in situazioni di emergenza, la discussione ha messo in luce l’importanza di un approccio coordinato e consapevole.
A seguire, la sessione sulla sostenibilità ha portato esempi concreti di ottimizzazione energetica e riduzione dell’impatto ambientale nei data centre universitari: dai sistemi di monitoraggio del Politecnico di Torino, fino all’applicazione dell’intelligenza artificiale per una gestione autonoma e più efficiente delle risorse dei data centre dell’Università di Bologna.
Nel pomeriggio, il focus si è spostato sulla sicurezza: dalla Quantum Key Distribution (QKD) alle nuove architetture di firewall, fino alle indicazioni operative sulla direttiva NIS2, i relatori hanno delineato le nuove frontiere della protezione dei dati e delle reti. Un confronto arricchito anche dal racconto delle esperienze maturate nei GARR Security Days, che hanno coinvolto la comunità nazionale in attività di formazione e sensibilizzazione.
5 novembre – Servizi digitali e identità
L’ultima giornata ha guardato al futuro dei servizi digitali e delle identità elettroniche. Nella prima sessione si è discusso di collaborazione e strumenti open source, con casi d’uso dedicati a eduVPN, piattaforme come Zulip e iniziative di cooperazione inter-ente per lo sviluppo di piattaforme federate per il rilevamento di incidenti di sicurezza.
Il tema dell’identità digitale ha chiuso il Workshop con una prospettiva europea: multifactor authentication, OpenID Federation e EUDI Wallet rappresentano i pilastri di un ecosistema sempre più interoperabile e sicuro, al quale GARR contribuisce con progetti e sperimentazioni di punta.
Un bilancio positivo e uno sguardo al futuro
Nel suo intervento conclusivo, Claudia Battista ha sottolineato l’importanza della collaborazione e della condivisione all’interno della comunità GARR, elementi che rendono possibile l’evoluzione delle infrastrutture e dei servizi digitali a supporto della ricerca.
Il Workshop si è chiuso con una partecipazione numerosa e un clima di scambio costruttivo, confermando ancora una volta il valore di questo appuntamento come spazio di dialogo e innovazione.