NPAPW25: creatività alla velocità della luce
Il Network Performing Arts Production Workshop (NPAPW), l’iniziativa congiunta di GÉANT e Internet2 che da oltre quindici anni unisce arti performative, ricerca scientifica e tecnologie avanzate, è tornato nel 2025 con un’edizione ricca di novità e testimonianze dal mondo della creatività che incontra il digitale.
Quest’anno il workshop è stato trasmesso in diretta da The New School di New York, offrendo due giornate intense di presentazioni, dimostrazioni e performance distribuite. Dopo i saluti introduttivi di Ann Doyle (Internet2), Chris Brezil (The New School) e Domenico Vicinanza (GÉANT), i lavori si sono aperti con una panoramica sulla storia delle performance artistiche in rete, a cura di Justin Trieger (New World Symphony), che ha ripercorso l’evoluzione delle tecnologie per musica, teatro e danza a distanza dagli anni ’90 a oggi. È stato un modo per ricordare come siamo passati dalle prime sperimentazioni di performance a distanza alla naturalezza dell’essere oggi “insieme a distanza” a livello globale.
Tecnologie avanzate per collaborazioni in tempo reale
La mattinata è proseguita con un aggiornamento sugli sviluppi tecnici che rendono possibile la collaborazione artistica a bassa latenza. Claudio Allocchio (GARR) e Miloš Liška (CESNET) hanno illustrato le ultime novità di LoLa e UltraGrid, strumenti ormai fondamentali per le performance distribuite nel mondo della ricerca e delle arti.
A seguire, CESNET, Manhattan School of Music e Royal College of Music hanno presentato nuovi casi d’uso di MVTP, mostrando come didattica, coaching e prove a distanza stiano entrando nella quotidianità degli artisti.
Apprendimento a distanza e creatività senza confini
La seconda giornata si è aperta con l’intervento di Tania Lisboa e Dainora Daugvilaite (Royal College of Music), che hanno presentato uno studio sull’efficacia dell’insegnamento musicale online, ponendo al centro l’esperienza della persona che apprende.
La sessione Crossing Domains ha poi esplorato il potenziale creativo che nasce quando si superano i confini disciplinari, con tre presentazioni dedicate a teatro, danza e sonificazione scientifica.
Tom Gorman (Coventry University) ha raccontato l’esperienza del progetto Telepresence in the Theatre, che permette a studenti e studentesse di recitare Shakespeare da città diverse come se fossero sullo stesso palco.
Maria Isabel Gandia Carriedo (CSUC) ha mostrato come la danza possa esprimersi in modo nuovo attraverso coreografie distribuite.
Infine, Domenico Vicinanza ha illustrato come i dati scientifici possano trasformarsi in composizioni sonore, trasformando in musica fenomeni naturali, fisici e cosmici.
Tecnologie accessibili e performance distribuite
Nel pomeriggio, ricercatori e artisti provenienti da Europa e Stati Uniti hanno presentato strumenti emergenti e applicazioni pensate per ambienti non specializzati: case, studi, scuole e centri di comunità. Un messaggio chiaro: la performance musicale distribuita sta diventando sempre più accessibile.
Un concerto tra New York e Miami: LoLa in primo piano
Uno dei momenti più attesi è stato il concerto distribuito tra New York e Miami Beach. Grazie a LoLa, la tecnologia audio/video a bassissima latenza sviluppata da GARR e dal Conservatorio “Tartini” di Trieste, un trio d’archi ha suonato insieme a oltre 1.600 km di distanza con un ritardo di soli 30 millisecondi—meno del tempo necessario perché il suono attraversi una sala da concerto.
Il risultato è stato sorprendente: i musicisti hanno respirato, fraseggiato e interpretato all’unisono, regalando al pubblico un’esperienza unica che ha mostrato le straordinarie potenzialità delle reti della ricerca come vere infrastrutture culturali.
Nelle osservazioni finali, Chris Brezil, Domenico Vicinanza e Ann Doyle hanno ricordato come NPAPW sia molto più di un workshop tecnico: è uno spazio dove tecnologie e arti si incontrano, dove le reti della ricerca diventano strumenti d’espressione umana e dove la comunità cresce attraverso la collaborazione.
L’edizione 2025, ospitata nel cuore di New York City, ha dimostrato ancora una volta la forza di questa visione: creatività, innovazione e spirito di comunità possono davvero viaggiare alla velocità della luce.
Autore delle foto: Domenico VIcinanza, GÉANT