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Verso l'High Luminosity LHC: la rete GARR è pronta per la sfida

03 Luglio 2026
Verso l'High Luminosity LHC: la rete GARR è pronta per la sfida

Da ieri il Large Hadron Collider (LHC) del CERN è stato spento per lasciare spazio ai lavori di trasformazione che porteranno a High Luminosity LHC (HiLumi LHC), un upgrade dell'acceleratore LHC che entrerà in funzione intorno al 2030.

Si apre così una fase fondamentale per uno dei più importanti progetti scientifici al mondo, destinata ad aumentare fino a un fattore 10 un parametro fondamentale degli acceleratori, la luminosità, che si tradurrà in un aumento significativo del numero di collisioni tra particelle e quindi della quantità di dati disponibili per la ricerca.
 
L'High Luminosity LHC rappresenterà un salto di scala senza precedenti. Grazie ai nuovi rivelatori e all'aumento della luminosità, gli esperimenti produrranno un volume di dati superiore a quello attuale da 4 a 8 volte già dai primi anni, ponendo nuove sfide non solo per il calcolo scientifico, ma anche per le reti che dovranno trasportare queste informazioni in modo affidabile e tempestivo.

La centralità delle infrastrutture di rete
 

La capacità delle infrastrutture di rete rimane essenziale anche durante questo lungo periodo di aggiornamento. Le collaborazioni, infatti, continueranno ad analizzare l'enorme patrimonio di informazioni raccolte negli anni di attività e i trasferimenti di dati tra il CERN e i centri di calcolo di tutto il mondo proseguiranno senza interruzioni.

Solo contando i primi sei mesi del 2026 in Italia, infatti, i dati di traffico tra i vari Tier e verso il CERN, sono stati pari a circa 300 PB con un incremento del 49% rispetto all’anno precedente.

Per gestire il trasferimento di questi dati, attualmente, la rete italiana può contare su 2 collegamenti a 400 Gbps verso la dorsale europea Géant, su link a 400 Gbps per il Tier-1 del CNAF dell’INFN e a 100 Gbps per i Tier-2.

Le prestazioni della rete, inoltre, sono già state dimostrate anche attraverso l’utilizzo di soluzioni innovative a livello internazionale. Tra queste, il collegamento tra il CERN e il CNAF in grado di raggiungere una capacità di 1,6 Tbps e una latenza di soli 9,5 millisecondi, grazie allo spettro condiviso multidominio (tra GARR e GEANT), confermando l'elevata qualità dell'infrastruttura italiana e la perfetta integrazione con la rete europea della ricerca.
 

Una collaborazione storica

Da oltre vent'anni GARR partecipa a LHCOPN (LHC Optical Private Network), la rete internazionale dedicata al trasporto dei dati degli esperimenti del CERN. LHCOPN collega il CERN ai principali centri di calcolo distribuiti nel mondo, consentendo il trasferimento continuo dei dati necessari alle attività di analisi della comunità scientifica internazionale. L'Italia occupa una posizione di primo piano grazie all’INFN-CNAF di Bologna, uno dei tredici centri Tier-1 della Worldwide LHC Computing Grid, dove vengono archiviati, elaborati e ridistribuiti i dati degli esperimenti verso migliaia di ricercatrici e ricercatori.

Negli ultimi anni GARR ha rafforzato ulteriormente questa capacità con le azioni di potenziamento e di evoluzione tecnologica  per la nuova infrastruttura GARR-T, progettata per offrire maggiore capacità trasmissiva, resilienza e flessibilità. La dorsale nazionale è basata su un'architettura aperta e programmabile, in grado di sostenere la crescita continua del traffico generato dalle grandi infrastrutture scientifiche.

Con GARR-T, la partecipazione a LHCOPN e la collaborazione con GÉANT e con la comunità internazionale delle reti della ricerca, GARR continua a svolgere un ruolo strategico per garantire l’attività della rete a chi fa ricerca e dispone delle infrastrutture necessarie per accompagnare la fisica delle alte energie nella prossima fase della sua evoluzione. 

 


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