Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Abbiamo aggiornato la Privacy Policy e la Cookie Policy per renderle più chiare e trasparenti e per introdurre i nuovi diritti che il Regolamento ti garantisce.

GARR, Ricerca scientifica, Rete, INFN

Supercomputer pre-exascale

A Bologna uno dei primi supercomputer pre-exascale

Sarà in Italia uno dei 3 siti dei primi supercomputer europei pre-exascale che fanno parte di un insieme di otto siti per centri di supercalcolo che sono stati selezionati dall'UE.

La nomina dell’Italia è avvenuta nell'ultimo Governing Board dell’European High Performance Computing Joint Undertaking (EuroHPC), realtà voluta dalla Commissione europea per promuovere lo sviluppo di una rete di supercomputer.

La sede in cui sarà ospitato il supercomputer è Bologna, grazie alla proposta presentata da un Consorzio congiunto con la Slovenia guidato dal Consorzio Interuniversitario CINECA, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA).

I computer di classe pre-exascale sono in grado di eseguire oltre 150 petaflop, ovvero 150 milioni di miliardi di calcoli al secondo. Di fronte a questa grande quantità di dati sarà necessario disporre di infrastrutture di rete di eccellenza. Per questo tutti i centri europei saranno interconnessi con la rete europea GÉANT e in Italia il nodo di Bologna sarà connesso con due collegamenti a 100 Gbps con la rete GARR con la capacità di crescere fino a 1 Tbps nei prossimi anni.

Bologna diventerà presto un centro di primaria importanza visto che nel Tecnopolo in fase di costruzione è previsto entro la fine dell’anno il trasferimento dell’ECMWF - European Centre for medium-range weather forecasts attualmente in Inghilterra.


clicca per ingrandire
Con il finanziamento di 120 milioni di euro, il Miur crede fortemente in questa iniziativa come testimoniano le parole del Ministro Marco Bussetti che ha parlato di “scelta strategica per il Paese che riconosce un’indiscussa leadership nel campo dell’high performance computing e delle tecnologie abilitanti in Europa, consentendo di sfruttare appieno le potenzialità dei big data, dei data analytics e dell’Intelligenza artificiale, solo per citarne alcune”.
Le ricadute di tale investimento sono molteplici sia nell’ambito dello sviluppo delle attività di ricerca di base e applicate delle Università e dei centri di ricerca pubblici e privati, sia a livello delle imprese private.

Oltre a quello italiano di Bologna, gli altri siti ospitanti saranno ubicati a Sofia (Bulgaria), Ostrava (Repubblica Ceca), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna).

Un sistema europeo di supercomputer ad altissime prestazioni sarà in grado di sostenere ricercatori in un'ampia gamma di settori, dalla progettazione di medicinali e nuovi materiali alla lotta ai cambiamenti climatici.

Prossime tappe

L'impresa comune, insieme ai siti ospitanti selezionati, prevede di acquisire 8 supercomputer: 3 precursori di macchine exascale (tra cui quello di Bologna in grado di eseguire oltre 150 petaflop, ovvero 150 milioni di miliardi di calcoli al secondo), che saranno tra i 5 migliori al mondo, e 5 macchine petascale (in grado di eseguire almeno 4 petaflop, ovvero 4 milioni di miliardi di operazioni al secondo).
Si prevede che i precursori dei sistemi exascale avranno una potenza di calcolo 4-5 volte maggiore rispetto agli attuali sistemi di supercalcolo di punta del partenariato per l'informatica avanzata in Europa (PRACE). Insieme ai sistemi a petascale, permetteranno di raddoppiare le risorse disponibili per il supercalcolo a livello europeo, il che significa che molti più utenti potranno accedervi.
I supercomputer dovrebbero diventare operativi nella seconda metà del 2020 per gli utenti europei provenienti dal mondo accademico, dall'industria e dal settore pubblico. Tutti i nuovi supercomputer saranno collegati alla rete paneuropea ad alta velocità GÉANT, come i supercomputer esistenti che fanno parte di PRACE.

EuroHPC

Proposta dalla Commissione e sostenuta dal Consiglio dell'UE, l'impresa comune EuroHPC è stata istituita nel novembre 2018 allo scopo di dotare l'UE di un'infrastruttura di supercalcolo di prim'ordine entro la fine del 2020.
Nel febbraio 2019 l'impresa comune ha pubblicato i primi inviti a manifestare interesse per selezionare i siti che ospiteranno i primi supercomputer entro la fine del 2020. Sono stati aperti due inviti: uno per i soggetti ospitanti i supercomputer petascale e uno per i soggetti ospitanti i precursori di supercomputer exascale.
Il supercalcolo è una priorità fondamentale del programma Europa digitale dell'UE, proposto dalla Commissione nel maggio 2018 nell'ambito del bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027, che comprende una proposta di 2,7 miliardi di € per finanziare il supercalcolo in Europa. Tale bilancio consentirà all'impresa comune di sostenere l'acquisizione di supercomputer exascale entro il 2023 e di sviluppare applicazioni di punta destinate a questi supercomputer e le competenze necessarie per il loro utilizzo. Rispetto ai pre-exascale, i computer di classe exascale riusciranno a raggiungere un ordine di grandezza di calcoli in più.